Antonin Artaud
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Antonin Artaud (Marsiglia, 4 settembre 1896 – Ivry, 4 marzo 1948) commediografo, attore teatrale, scrittore e regista teatrale francese: personaggio difficile e geniale, costretto a lottare fin da bambino con problemi mentali e una salute precaria, Artaud dà vita a un nuovo modo di intendere la rappresentazione teatrale. Il teatro non deve essere una forma d'arte, ma deve costruire una vera e propria esperienza esistenziale capace di cambiare chi la osserva e chi la fa.
Nel marzo 1920 Artaud si trasferì a Parigi e si avvicinò ai surrealisti. Quello stesso anno incontrò Lugné-Poë, direttore del Théâtre de l'Œuvre, noto per mettere in scena autori come Maurice Maeterlinck, Alfred Jarry, Oscar Wilde, Henrik Ibsen, contro i gusti di un teatro francese sclerotizzato sul repertorio delle commedie borghesi e tragedie antiche. Assunto da Lugné-Poë, Artaud rivelò grandi doti di attore e di artista eclettico, creando scene e costumi per La vita è sogno di Calderón de la Barca.
Nel 1931, avvenne l'incontro fondamentale con il teatro balinese: ne ricevette una forte impressione, decidendo di usare il teatro balinese come esempio e conferma di una convinzione maturata in lui in quel periodo: il teatro deve avere un proprio linguaggio, un linguaggio che non coincide con quello delle parole e che si fonda, all'opposto, sulla fisicità degli attori.
Nel 1935, mettendo in scena il dramma i Cenci , tentò di mettere in pratica il suo Teatro Della Crudeltà, teoria elaborata tra il 1931 e il 1936 in numerosi articoli e saggi, che poi confluirono nel volume Il teatro e il suo doppio (edito nel 1938), in cui l’autore giunse a sottolineare quanto il teatro occidentale fosse limitato a certe esperienze umane in relazione ad alcune problematiche psicologiche individuali e a tematiche sociali proprie di alcuni nuclei.
Nel gennaio 1948 Artaud, ammalato di cancro, morì da solo nella sua clinica, forse per una dose letale del farmaco chloral.