«Rock Garden, The»

Sam Shepard

categoria:

Teatro di Prosa

Genere:

Dramma

lingua:

en-US

Ruoli:

8

attori:

7

attrici:

1

Personaggi:

Hoss
Becky
Astrologo
Galactic Jack
Arbitro
Cheyenne
Doc
Corvo

Sinossi:

Questa pièce è composta da tre scene che si svolgono in tre stanze diverse della stessa casa. Nella prima scena, senza parole, un ragazzino e sua sorella bevono del latte, mentre il padre legge una rivista e non li degna di uno sguardo. Nella seconda scena il ragazzino, in mutande e canottiera, ascolta le vacue tiritere della madre; la donna afferma, in tre momenti successivi, che il ragazzo ha gambe, piedi e torace simili a quelli del nonno o del padre e ogni volta il figlio esce di scena per tornare con indosso pantaloni, scarpe e camicia per coprire così la caratteristica fisica "vergognosamente" ereditata. Alla fine della scena arriva un uomo; il ragazzino fugge via; l'uomo esce, poi torna in scena in mutande e canottiera e si siede al posto del ragazzo; la donna tace e risponde a monosillabi a due banali osservazioni dell'uomo. Terza scena: l'uomo è seduto su un divano, il ragazzo su una sedia, rivolto verso il pubblico. Sono tutti e due in mutande; è quasi sempre il padre a parlare, il figlio si limita a brevi domande e due volte cade dalla sedia. L'uomo fantastica sulla costruzione di un giardinetto roccioso (rock garden), alla giapponese, davanti casa. Poi tace; dopo una lunga pausa il ragazzo spara un monologo sul sesso, su come gli piace, sulle posizioni preferite, sulle sue tecniche erotiche; l'uomo cade dal divano, buio sipario. - tratto da, Paolo Bertinetti, Prefazione a Sam Shepard, Scene Americane, edizioni Costa & Nolan, p.13

Annotazione:

Quest'opera non ha molti contatti con le opere successive ed è l'unico testo in cui è possibile davvero trovare delle somiglianze con il teatro di Pinter (che però è probabile che Shepard non conoscesse affatto). Il "senso" del testo è abbastanza semplice: una bella famiglia americana in cui non ci si parla (e quando si parla in realtà si parla a se stessi), una sfilza di noiosissime banalità, una puritana ignoranza sul sesso - per cui la madre non si rende conto delle implicazioni di certe sue osservazioni e il padre crolla dal divano, "ucciso" dalle esplicite affermazioni del ragazzo. Ma già qui il fascino sta nel fissare impressioni, sensazioni, temi complessi in immagini semplici e concentrate di alta teatralità. - tratto da, Paolo Bertinetti, Prefazione a Sam Shepard, Scene Americane, edizioni Costa & Nolan, p.13