Arcadia & Ricono è un'agenzia letteraria che si occupa di diritto d'autore soprattutto nell'ambito del teatro contemporaneo straniero.
Teatro di Prosa
Dramma
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Dodge, oltre i settanta Halie sua moglie sui 65 anni Tilden, loro figlio maggiore Bradley, il secondogenito, senza una gamba Vince, figlio di Tilden Shelly, la ragazza di Vince Padre Dewis, pastore protestante
Una famiglia dell'America rurale è dannata da una maledizione che assume i connotati della colpa: è una maledizione che i membri della famiglia hanno attirato su di loro accettando tacitamente il delitto del capofamiglia, che ha ucciso il figlio avuto dalla moglie, figlio non suo, forse frutto di un incesto. Tutti hanno scelto di tacere e di dimenticare: il passato - se non quello fantasticato dalla donna che ha raccolto nella sua stanza le vecchie foto di famiglia - non esiste, ma c'è soltanto uno squallido presente, popolato dal padre decrepito, dal figlio Tilden, ex giocatore di football diventato scemo e dall'altro figlio, il sadico Bradley, privo di una gamba. E' quindi "logico" che quando arriva il figlio di Tilden, Vince, tornato alla ricerca delle proprie radici, il nonno e il padre non sembrano riconoscerlo: non tanto per la loro debolezza di mente (come si potrebbe spiegare a livello realistico), quanto perché egli appartiene in qualche modo al passato che essi hanno voluto annullare. Nel terzo atto il delitto viene pubblicamente confessato dal vecchio e poco dopo Vince, che era sparito da alcune ore, ricompare ubriaco fradicio, deciso a restare e a prendere possesso del "territorio": a questo punto viene riconosciuto e accettati dal nonno che persino dichiara di lasciargli la casa in eredità. Nell'ultima scena, mentre il vecchio giace morto sul pavimento e Vince guarda inebetito il soffitto, entra Tilden, coperto di fango con in braccio il cadavere di un bambino; senza degnargli di uno sguardo Tilden sale le scale, verso la stanza in cui si trova sua madre, di cui udiamo la voce raccontare che dietro la casa (là dove il bambino era stato sotterrato) è cresciuto miracolosamente uno splendido raccolto. - PAOLO BERTINETTI, Prefazione, in Sam Shepard - Scene americane, edizione Costa & Nolan, pp.20-21
La metafora del bimbo sepolto, che ha infastidito alcuni per il marcato simbolismo, è stata in genere interpretata come un'immagine della realtà nascosta della famiglia, che seppellisce il frutto della propria mancanza di amore o che soffoca la giovinezza. - PAOLO BERTINETTI, Prefazione, in Sam Shepard - Scene americane, edizione Costa & Nolan, p.21
La traduzione italiana è di Ettore Capriolo per l'edizione Costa&Nolan